Casa Mia
 

Casa Mia-verso una vita autonoma e indipendente – è una casa famiglia dove piccoli gruppi di tre persone alla volta, insieme ai volontari ed ad 1 educatore, vanno a vivere  per una settimana al mese. Il progetto promuove l'autonomia e l'inserimento sociale di persone con disabilità psichica. L'appartamento composto da due camere, un soggiorno, un piccolo studio e servizi è adeguato per vivere in modo positivo momenti individuali e di gruppo. L'ubicazione dell'appartamento all'interno di un condominio dove contemporaneamente al progetto "Casa mia" vengono svolte altre attività relative ai progetti in corso della stessa associazione ("La casa di Aladino", "Il club di Aladino" e "l'agenzia del tempo libero"), la vicinanza con una scuola, il cortile condominiale e altri spazi condivisi in maniera consapevole, solidale e sostenibile, ci permette anche di sperimentare un vero e proprio  cohousing sociale . L' educatore ruota affiancato dai volontari dell'associazione. Durante la settimana si realizzano le cose che  normalmente si fanno in una casa: preparare le stanze, rifare i letti, uscire per acquisti, cucinare e organizzare il tempo libero. Ogni esperienza è diversa dall'altra proprio perché ogni soggetto da un diverso significato al tempo libero: l'uscita al pub, alla festa di paese, cena in pizzeria, andare allo stadio, cena in casa con o senza invitati. Nella casa famiglia si cerca di far fare ad ogni soggetto un'esperienza contraddistinta da un senso di appartenenza, di condivisione, che costantemente sostenga il progetto di sviluppo individuale di ciascuno e favorisca la relazione e l'amicizia tra tutti i partecipanti al piccolo gruppo così da creare un clima piacevole ed amicale. L'intervento nella casa famiglia sarà  promosso secondo un operare processuale in cui ogni azione ed ogni fase sarà realizzata a partire dagli esiti della fase precedente, secondo una prospettiva dinamica ed evolutiva. Tutti gli operatori si confrontano in  periodiche equipe che analizza di volta in volta i comportamenti e le decisioni prese. Nello stesso tempo si tengono costantemente rapporti di confronto, di rassicurazione e di coinvolgimento attivo con le famiglie cercando di farle uscire dall'isolamento, nella certezza che solo condividendo i problemi si può crescere insieme. Il progetto è monitorato costantemente rispetto agli obiettivi dati e a quelli raggiunti in un confronto ripetuto con le famiglie gli operatori i volontari e il coordinatore.

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